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Cooperized!!!
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"
Abitavo in una villa a Malibu nel 1975. La birra e il successo andavano
mano nella mano mentre il whisky mi attendeva dietro le quinte.
Welcome to my nightmare stava avendo un enorme successo e io ero
costantemente in tour; personaggi famosi mi venivano a trovare dopo
ogni spettacolo, avevo un jet privato e personale a disposizione
24 ore su 24.
Appena sveglio la mattina la prima cosa che facevo era allungare
il braccio per prendere una birra fredda dal minifrigo che avevo
a portata di mano accanto al letto. Poi c'era altra birra sull'aereo.
Birra durante il giorno. Il mondo era ai miei piedi. Non mi iniettavo
eroina e non sniffavo coca, niente di tutto ciò. Era solo
birra. Solo che nessuno si era accorto che ne bevevo più
di due pacchi da sei al giorno.
Anche quando bevevo tantissimo ero sempre Mr Nice Guy. Non ero arrabbiato,
difficile, cattivo e rissoso. Ero un tranquillo ragazzo ubriaco
- un ricco, brillante e rispettabile ragazzo ubriaco - e inconsciamente
davo all'alcool il merito per il mio successo, i dischi d'oro e
il coraggio di essere diventato famoso.
Ma ero anche un misero. Non sapevo dire di no a nessuno perchè
ho sempre odiato il confilitto. Avrei voluto dire di no all'alcool
e invece divenni il più efficiente alcolista che potreste
incontrare. Sul palco e in studio non sbagliavo una parola. In un
film non avrei sbagliato una battuta. Non avreste mai pensato che
fossi un alcolista. Le persone che mi erano vicine non immaginavano
quanto bevessi. Presto arrivai a bere un'intera cassa di birra al
giorno. Arrivai anche a " regolare " il mio alcolismo.
Mi alzavo la mattina, bevevo e poi
" OK, niente liquori fino alle 10 di stasera "
In breve diventavano le 9... poi le 8... e poi mezzogiorno...
Alla fine la birra non mi faceva più niente. Ogni mattina,
appena sveglio, bevevo qualche birra poi mi versavo un bicchiere
di Coca Cola al quale aggiungevo del Seagram's V.O.
( whisky canadese ). Quello divenne il mio veleno.
Cosi iniziava la mia giornata.
Durante il tour di Nightmare bevevo sempre più whisky e tutto
era sempre più difficile. Anche indossare il costume di scena
era faticoso e impossibile da fare senza bere.
Nessuno sapeva che vomitavo sangue ogni mattina.
Presto iniziai a odiare il sapore del whisky e nonostante ciò
non potevo farne a meno.
All'inizio del tour stavo bene, ero in forma e mangiavo normalmente
ma verso la fine dello stesso, stavo anche giorni senza mangiare.
Mi venne la pancreatite e passavo le giornate a letto senza riuscire
ad alzarmi. Non ero più io.
Imparai cosi che uno può bere un quinto di whisky al giorno
e non essere considerato un alcolista mentre un altro può
esserlo anche solo con 3 birre al giorno.
Non è quanto bevi ma è il perchè bevi.
L'alcolismo è un mostro ingannevole: si nutre di se stesso,
cresce e sta in agguato finchè a un certo punto ti divora.
Più bevi, meglio ti senti e peggio è.
Chiedevo a me stesso " Posso smettere di bere? Certo che posso
"
Ma se mi toglievano la bottiglia non ero in grado di andare dal
mio letto al bagno.
Senza alcool niente spettacolo, niente interviste, niente produzione...
niente vita.
Ecco quando sai di essere davvero un alcolizzato. "
Ho tratto questo brano dal
libro Golf Monster riassumendo le numerose pagine in cui Alice parla
della dipendenza dall'alcool che lo ha accompagnato fino ai primi
anni 80.
In
seguito Coop è stato ricoverato due volte per disintossicarsi.
La prima volta nel 1978 e da questa esperienza è nato l'album
From the Inside. Alice spiega che una volta le cliniche per disintossicarsi
da alcool e droga non erano belle e lussuose come quelle di oggi
ma che, al contrario, erano semplicemente cliniche psichiatriche.
Alice era insieme a disturbati mentali, assassini e paranoici di
ogni genere.
Parla di una ragazza che era ossessionata dalla CIA e vedeva agenti
ovunque... un giorno, convinta di essere spiata, distrusse la radio.
L'unica radio che i pazienti dell'ospedale avevano a disposizione.
Tempo dopo eccotela che parte all'attacco del televisore... ed ecco
che il nostro Alice le si parò davanti bloccandola e minacciandola
con queste parole:
" Non toccare la televisione.
L'unico motivo per cui sono ancora sano di mente è perchè
ho la TV.
Se tu la rompi, io rompo te "
Alice ricorda uno psichiatra col quale aveva dei colloqui mentre
era in clinica. Lui un giorno gli disse:
" Ma Alice Cooper beve sul palco?
No, non beve...
Quindi Alice Cooper non beve. Tu bevi.
Si...
E allora perchè dici che è il fatto di essere Alice
Cooper che ti fa bere?
Il problema non è di Alice, il problema è tuo... sei
tu che ti stai ammazzando ".
Quel primo ricovero ebbe successo per poco più di un anno.
Durante un pranzo al ristorante Alice ebbe la felice idea di bere
un sorso di Chardonnay dal bicchiere di sua moglie... e fu la fine.
Ci ricadde completamente. Tra l'altro egli stesso non si spiega
il perchè di quel gesto in quanto non ha mai bevuto il vino,
non gli è mai piaciuto e sostiene che se l'unico alcolico
esistente fosse stato il vino lui non sarebbe mai diventato alcolizzato.
Eppure lo fece.
Ci ricascò e stavolta fu troppo anche per Sheryl che si prese
la piccola Calico e se ne andò. Voleva il divorzio. Ma il
nostro decise che non voleva perdere la sua famiglia e si impegnò
a tentare di nuovo la riabilitazione.
Uscito da quella clinica, Alice si sentiva strano, diverso. Sentiva
che l'alcool, semplicemente, non faceva più parte di lui.
Non aveva paure nè dubbi. Non desiderava bere. Era come se
lui non fosse mai stato un alcolizzato.
Era guarito.
Il 28 Settembre 1983 Alice Cooper aveva definitivamente sconfitto
i suoi demoni.
Oggi Coop beve solo Diet Coke ( cosa avrà da stare attento
alle calorie non lo so... ) e sta benissimo. Vi basta guardarle
le sue foto a partire dalla metà degli anni 80 in poi per
rendervene conto da soli... quando qualche persona dalle vedute
ristrette mi chiede:
" Ma come fa quella bella donna a stare sposata con lui...
oddio magari da giovane pure pure ma adesso... ".
Mi faccio una gran risata... se l'ha amato da giovane lo amerà
in eterno...
Solo tu Alice puoi essere meglio a 60 anni che a 30... solo tu!!!
:)

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